Cooperazione

Cooperazione internazionale Senegal
“Illumininiamo gli spazi bui del mondo”

Domenica 4 Novembre 2018, con la nostra cooperante e con il supporto della Onlus COMI che gia opera sul territorio, abbiamo dato lo start al progetto “ILLUMINIAMO GLI SPAZI BUI DEL MONDO”

STORY TELLING DEL PROGETTO- VILLAGGIO DI KAFFRINE

Sono Carolina Alessandrini, cooperante internazionale della Cooperativa Sociale Intreccio Onlus.

Sono partita per il Senegal il giorno 9 settembre con meta Dakar, per poi proseguire il viaggio nel sud del Senegal, regione di CASAMANCE per uno stage formativo in collaborazione con COSPE, (ONG da anni sul territorio), alla fine dello Stage sono partita per il villaggio di Kaffrine per dare vita al progetto in collaborazione co “LITER OF LIGHT”

Con il personale di COMI (Onlus romana) abbiamo raggiunto il deposito merci di Liter of Light, preso il materiale che sarebbe servito all'istallazione di HOME-LIGHT-SOLUTION (lampade a led che funzionano con batteria ricaricabile, attraverso un piccolo pannello solare, al posto della scheda elettronica hanno una morsettiera dove si collegano a mezzo cacciavite i diodi per formare il circuito elettrico per farle funzionare, col risultato che in caso di guasto si sostituisce il diodo e non la scheda elettronica) in alcuni villaggi della periferia di Kaffrine.

Con due elettricisti selezionati dall'ANPEJ (Associazione Nazionale Promozione e Impiego Giovani), Djibril Touré e Thierno Amadou Sar. abbiamo raggiunto i villaggi meta dell’installazione

Abbiamo assemblato 20 home light a impiegando una giornata e mezzo lavorativa, abbiamo scelto questa tipologia di impianto perchè non servono schede elettroniche per comporre queste lampade led (che funzionano con batteria ricaricabile attraverso un piccolo pannello solare)

I villaggi ci sono stati suggeriti dal più stretto collaboratore di Eugenia (COMI), nonostante le lampade fossero soltanto 20, abbiamo deciso di dividerle su due villaggi con l'intenzione di illuminare i luoghi più importanti della quotidianità degli abitanti, per fare quindi in modo che ne beneficiassero tutti.

Il primo villaggio oggetto del progetto è stato “Saudue Ndiao” e il secondo “Ndiobéne Tauba, entrambi facenti parte del comune di Mabo.
Ad accoglierci sono stati gli attori principali della vita di comunità, quindi le autorità religiose, i capi villaggio e gli anziani che non erano stati avvisati del nostro arrivo.

Una volta fatte dunque tutte le presentazioni del caso e scattato qualche foto con i pannelli solari fatti tenere in mano ai bambini del villaggi.
Abbiamo proceduto con le singole installazioni in una vera e propria lotta contro il tempo: installare tutto prima che fosse completamente buio!
I luoghi scelti sono stati le moschee, le case dei capi villaggio, alcuni spazi aperti riparati da tettoia e usati come luoghi di ritrovo ed altre collocate fuori a qualche casa in maniera tale da illuminare anche le adiacenti.
Ritengo che per quanto breve rispetto al fine di costruirsi una solida preparazione come responsabile di progetto, l'esperienza mi sia servita a comprendere la natura della metodologia partecipativa e di averne fatto parte a partire dalla vita domestica, quella fra mura contenitrici un'umanità che vale altrettanto conoscere, attraverso il lavoro svolto con amici e membri dello staff locale ed i diversi incontri fatti con beneficiari del progetto o partner.

Le fotografie del progetto “ILLUMINIAMO LA ZONE BUIE DEL MONDO” le trovate nella cartella foto dell’area Cooperazione sul sito www.cooperativaintreccio.it

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